Le Web 3 è finito, tutti i partecipanti sono tornati a casa ed è tempo di bilanci. Ahime di tempo ne ho poco e quindi il mio bilancio sarà per forza di cose sintetico e parziale.
Molte le considerazioni da fare, sul piano dei contenuti, degli intervenuti, delle storie da raccontare, della gente conosciuta e di quanto portato a casa. Una esperienza molto, molto positiva. Vado ad illustrare i perché. Clicca sulla foto per la galleria completa e aggiornata.
Le Web 3 è stato un momento importante per conoscere. Chi c'era già l'anno scorso mi aveva detto che il maggior valore sarebbe stato l'insieme dei nuovi contatti e così è stato. Non parlo (solo) dei big internazionali del calibro (in tutti i sensi) di David Sifry o di Marc Canter ma dei nuovi entranti. Casualmente ho conosciuto Mike di Qloud, il quale mi ha presentato Paul di Segala. L'aggregatore di feed scoppia già ma credo sarà inevitabile un ampliamento con le nuove amicizie di Parigi.
I contenuti in larga parte sono stati in linea con le attese, ovvero di poche pretese. L'evento è stato in larga parte un mix di presentazioni di società e servizi noti al pubblico dei grandi divoratori di informazione online (anche se poi chi legge più di 50 blog era una sparutissima minoranza dei presenti). FON, Netvibes, Wikio, la ricerca IPSOS, i dati Technorati e altro non hanno fornito particolari spunti. Qualche lampo di luce però c'è stato: la presentazione di Gapminder, il dibattito sulla Cina, i videoblogger che crescono (Xolo.tv e Mobuzz.tv). Gente molto dinamica che ha detto qualcosa di nuovo o comunque spunti di discussione veri.
La politica è entrata in scena. Un male o un bene? Un male dal punto di vista di chi paga il biglietto per un film e gliene programmano un altro. Un bene per chi analizza il fenomeno Internet e blog e si rende conto che in Francia non si scherza da questo punto di vista. Un male per chi non ha saputo gestire la decisione di questo cambiamento in corsa. Un bene per chi ha seguito la conferenza da casa in diretta live.
Un rammarico è quello di non essermi potuto sdoppiare e seguire di più l'angolo delle startup. Gente giovane e motivata, proveniente anche dagli USA, convenuta per 10 minuti che potrebbero cambiare loro la vita, come successo ad altri lo scorso anno. Un sacco di determinazione condita con voglia di fare, umiltà e desiderio di scommettere su sé stessi. Onore al merito a Nicola Mattina per averci provato ed essere stato l'unico italiano ad essersi presentato in questo spazio.
Le polemiche del dopo partita. Non ho molto da dire sul caos scatenatosi a partire dalla seconda giornata contro Loic Le Meur e l'organizzazione complessiva del convegno. La sua posizione è oggettivamente indifendibile, anche se alcune accuse sono tutto sommato pretestuose. Ciò che è ancora più triste, per non dire squallido, è quanto successo nella scuderia TechCrunch. Michael Arrington, fondatore di TechCrunch, ha licenziato e sospeso l'edizione inglese del suo network perché l'autore si era lamentato dell'esito della conferenza, prendendosi inoltre un "asshole" da parte di Loic Le Meur, scusatosi poco dopo. Arrington sembra avercela con il mondo intero e sul suo blog personale riconosce di aver aperto forse un po' troppo fronti. La morale che ne traggo è che la buona reputazione si perde in un attimo: basta fare una stupidaggine e non rendersene subito conto. Una vignetta riassume bene il tutto.
L'Italia a Le Web 3. Non dubitavo che l'evento potesse essere l'occasione per associare facce e siti web frequentati da tempo. La cena della seconda sera è valsa, da sola, la pena di venire a Parigi. Non è retorica e neanche doroteismo. E' la sensazione che il web italiano, ma anche quello internazionale, è un ambiente informale dove le distanze, non solo geografiche, sono annullate o quasi. Sono convinto che più occasioni di questo genere si creano, meglio ancora se di contaminazione tra paese e paese, più si cresce in tutti i sensi.
La stampa. Sarei stato un po' più rilassato, avrei avuto più tempo per approfondire temi, avrei potuto dormire un po' di più e avrei potuto dedicare più tempo a conoscere persone se non avessi dovuto scrivere per la stampa italiana. Grazie all'interessamento di Luca De Biase e di Massimo Razzi ho avuto il vero piacere, anche se mi è costata molta fatica, di scrivere due articoli da Parigi per Nòva del Sole 24 Ore e per Repubblica.it. Soddisfazioni che si aggiungono alla soddisfazione di essere stato a Parigi.
Infine sono veramente grato a Paolo Valdemarin di avermi dato la possibilità di partecipare a questo evento. Lo rifarei di nuovo senza pensarci. Paolo, con molta disponibilità, mi ha inoltre presentato a tanti personaggi di primo piano del web internazionale. Spero ci siano nel 2007 altre opportunità di contatti in altrettanti eventi internazionali, magari uno di questi organizzato in Italia da Italiani. Consigli in giro ce ne sono già tanti, anche per la connessione in sala.
Link: Repubblica.it su Le Web 3.